Ecco il primo capitolo della nostra nuova rubrica in cui Valentina ci racconterà dei suoi preparativi del suo viaggio in solitaria a Istanbul.

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[questa volta si andrà a Istanbul]

COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO IN SOLITARIA: consigli pratico-emotivi di una viaggiatrice imbranata 

 

PARTE 1: Troppe emozioni!

I giorni (e i mesi) che precedono un viaggio sono magici. Aspettare con entusiasmo quel momento, e immaginarci già con il naso all’insù, a scattare foto alle moschee, o perse nel labirinto di un bazaar.
L’altalena delle emozioni pre-partenza ci fa passare in pochi minuti dall’angoscia all’adrenalina, dai dubbi alle scariche di gioia. Se prima di partire ci sentiamo nevrotiche e agitate, è tutto assolutamente normale. Io preparo liste su liste in modo ossessivo-compulsivo perché mi aiuta a tenere tutto sotto controllo, le cose da comprare, i vestiti da preparare, e se mi perdono il bagaglio come faccio, come faccio con i trasporti, e se mi derubano, e se e se e se. Riempio di appunti la Lonely Planet, che sfoglio e risfoglio con l’aria a metà tra il sognante e il costipato.
A tutto questo trambusto di emozioni e impegni, si aggiungono i simpatici interventi, pieni di pregiudizi o invidia o compassione (non l’ho ancora capito!), di chi fa commenti negativi sulle donne che viaggiano da sole. Danno fastidio, sono quasi sempre erronei, e portano negatività. Poi ci sono le perplessità dei tuoi genitori o della nonna, che oltre ad essere iperprotettivi, sono nati in altre generazioni e non capiscono. O peggio, hanno paura.
Anche io ho paura, cosa credono. Ma sono anche terribilmente curiosa e testarda, e se mi metto in testa di andare in un posto, alla fine ci vado. Usando il cervello e senza fare troppo la spericolata. Non voglio e non posso assolutamente chiudermi in casa perché ho paura del mondo e delle cose brutte che possono succedere là fuori. Ho letto da qualche parte che i genitori vanno educati: e così cerco di fare con tutta la mia famiglia, facendo una fatica assurda che porta a risultati minimi. Sta di fatto che chi vuol volare vola. Non lasciatevi fermare da parenti o fidanzati: si vive una volta sola e seguire il cuore e la propria indole rende felici.

I prossimi giorni Istanbul sarà la mia amante, e so che non mi deluderà, che sarà bella come l’ho vista nelle foto, come l’ho ascoltata nei racconti di tante persone che l’hanno vissuta prima di me, come l’ho sognata nelle scorse notti. E invece di visitare mille musei di corsa, mi fermerò a sorseggiare un çay mentre osservo i turchi e penso a quanto sono fortunata. Spenderò più del dovuto in orecchini e collane e sciarpe e regali. Farò i salti mortali per farmi delle foto da sola, e avrò i piedi stanchi la sera. Ma seduta sulla terrazza del mio ostello, con vista sulla Moschea Blu, sfoglierò il mio quadernino degli appunti cercando di capire cosa fare dei miei progetti futuri, e come sempre deciderò di seguire il cuore nella scelta della prossima meta. Il viaggiatore non si stanca mai di muoversi e andare, e programma nuovi viaggi mentre è in viaggio. Chiamatela droga, chiamatela terapia.
Non svelerò perché per me visitare questa città è così importante: ogni luogo assume un significato particolare nella nostra vita, prima o dopo averlo vissuto in prima persona. So solo che, comunque vada, tornerò innamorata.

 

PARTE 2: Consigli per viaggiatrici solitarie alle prime armi
Se organizzate un viaggio da sole per la prima volta, preparatevi a coccolarvi e premiarvi, ignorate chi vi dice che siete sfigate perché partite da sole, chi vi scoraggia e vi carica di negatività. Circolano tantissimi pregiudizi sulle donne che viaggiano sole, ma esistono altrettanti blog/forum/comunità di viaggiatrici impavide che si godono la vita girando il mondo. Cercate su Internet le storie di queste donne, chiedete loro consiglio, confrontatevi. Insomma, partite sole ma non lo siete affatto!
Compratevi una buona guida (io consiglio la Lonely Planet) e STUDIATELA! Esatto, avete capito bene, riempitela di appunti e scarabocchi come se doveste prepararvi per un esame universitario. I dettagli pratici ci aiutano a partire più preparate, quelli turistici a sognare ad occhi aperti.
Createvi un VOSTRO itinerario. Sottolineo che solo voi avete il grandissimo potere di decidere cosa fare, quando, quanto spendere, dove alloggiare, etc. Ovviamente seguite il vostro budget e annotatevi le spese che fate. Io preferisco viaggiare lentamente, mi godo i luoghi che ho selezionato, il cibo, i momenti rilassanti alternati a quelli frenetici e adrenalinici. Per esempio, credo che a Istanbul mi concederò un massaggio in un hamam, tanto per volermi bene. Se poi finirete col vagare per la città senza seguire l’itinerario programmato, guidate solo dal vostro istinto, sarà stupendo ugualmente.
Fate un’assicurazione sanitaria se necessaria e portate medicine che sapete vi serviranno (diarrea del viaggiatore NON TI TEMO!). Inoltre informatevi sui vaccini da fare prima di partire (ovvero, siate intelligenti!). Controllate tutte le questioni burocratiche che, anche se noiosissime, sono importanti: passaporto non scaduto, carte di credito e numeri verdi per sbloccarle, moneta straniera e se è più conveniente prelevare/cambiare i soldi là/partire già con la valuta estera, ricaricate il telefono e cercate di avere Internet ovunque, lasciate i vostri dati sul sito della Farnesina  e ai vostri parenti i nomi degli ostelli dove alloggerete.
Compratevi i Fiori di Bach o altri rimedi naturali per l’ansia (io li uso perché ho molte paranoie sugli spostamenti aeroporto/ostello/bus/metro etc. Essendo un’imbranata mi perdo ovunque e temo sempre di essere in ritardo. Di fatto arrivo quasi sempre ore e ore in anticipo!)
Ora dovrei fare la persona saggia che vi dice di partire leggere, senza riempire zaino e valigia. In realtà io ero una frana e sto migliorando, ma ancora non sono così brava a gestire spazio e priorità. Ho 25 anni, imparerò. Impareremo!
E sentitevi FIGHE perché lo siete. Donne coraggiose che prendono in mano la propria vita e sono sempre più cittadine del mondo.

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