[1° TAPPA: ROMA – NEW YORK] [2° TAPPA: NEW YORK]

Finalmente si parte!

Oddio, piccolo preambolo. Avete presente l’ultimo video di Lenny Kravitz, New York City? BeLenny Kravitzne, noi eravamo lì quella sera!! Stiamo camminando tranquillamente per la piazza più famosa del mondo quando improvvisamente uno sciame di ragazze urlanti ci fa girare lo sguardo. Notiamo Lui, il mitico Lenny, che sale su uno di quei taxi gialli per poi riscendere al volo e fare foto con i fan. Pensiamo sia casuale, ma non è così. Sta girando un video, New York City appunto!

She’s a queen that stands her ground, Nobody can take her down, Good times, bad times, she can swang, And did anyone a thang; She is a rock. As we pull but she is steady. And no one can take her freedom away, yeah. (Can’t take her freedom). I love her style Whether she is clean or dirty She’s the greatest town that you’ll ever find, yeah!”

Bastano queste frasi dell’amico Lenny per capire di cosa stiamo parlando. New York City è semplicemente la greatest town you’ll ever find. YEAH!

Si parte, dicevamo.

La prima tappa odierna è  Albany, la capitale dello stato di New York. Già, perché gli americani sono favolosi anche in questo. La capitale politica dello Stato non è la più famosa (lo stesso dicasi in California con Los Angeles e Sacramento, ma vale per il 90% degli stati americani). E questo perché? Semplicemente per bilanciare, o almeno provare a bilanciare gli equilibri statali. Favolosi!

Uscire da NY è un’impresa, ma alla fine ci riusciamo e inizia ufficialmente così il nostro viaggio on the road. I ragazzi guidano le loro mitiche Harley, io e Marco siamo nel Dodge con il tazzone di caffè caldo sempre pronto, i bagagli del gruppo e della sana musica rock. La prima tappa è l’outlet Woodbury.

“Impazzirai”, mi dice Marco. Ma non gli do retta, sono abituato agli outlet italiani e non penso possa esserci molto di meg… ecco appunto! Si apre un mondo! Woodbury non è un outlet, è una città vera e propria, immensa, con la piazza, la farmacia, i negozi, certo, ma tutto organizzato nei minimi dettagli. Possiamo rimanere poco perché abbiamo un appuntamento e non so se essere triste o contento, perché altri 10 minuti e mi sarei comprato tutto!

harley davidson USA on the road

Come vi avevo detto all’inizio, lo scopo del viaggio è soprattutto quello di andare a conoscere i migliori customizzatori motociclisti nordamericani, ed il primo appuntamento on the road è presso la splendida OCC. Qualche appassionato la conoscerà per dei programmi televisivi, ma la cosa impressionante anche in questo caso è l’organizzazione. Uno staff dedicato, un mondo tecnologico unico, ed un ristorante che cucina panini con il logo OCC!! Compro alcuni gadget che riporterò in Italia e mi siedo a parlare con un signore barbuto, enorme: un camionista che viene da Miami e che deve andare in Canada. “Yep, I been to Italy. Rome right? Was gorgeous, so f… old”. Ecco, vi sembrerà stupido, ma queste chiaccherate mi rendono felice. Perchè mi rendo conto di quello che abbiamo, di come non lo facciamo conoscere al mondo e di come, soprattutto, il mondo vive benissimo anche senza sapere nulla dell’Italia. Siamo belli e ce lo diciamo in continuazione, ma al mondo non lo comunichiamo mai. Mi offre una birra (lui sarà alla quindicesima) e riparte. Ho l’impressione di aver parlato con il vero Uncle Tom!

Dobbiamo rimetterci in moto ( io in macchina), Albany ci aspetta. Ci sono tante strade da seguire e mentre parliamo di lavoro, del mondo, delle emozioni e dello splendore di questo paese, io e Marco prendiamo una strada diversa dal gruppo, ma non fa niente, tanto tutti sanno dove dobbiamo andare! Costeggiamo l’Hudson River dal lato destro e andiamo pianissimo, perché i paesaggi sono splendidi, inizia a scendere il sole ed i colori sono unici. Ci fermiamo in un paesino di cui non ricordo neanche il nome, non so se è segnato nelle mappe stradali, ma è affascinante. Curato in ogni dettaglio, con le zucche già esposte e con negozi eleganti e signori che fumano sigari. Ci spiegano che questo è il paese dei ricconi newyorkesi che decidono di rifugiarsi qui. Beh, si vede che è un posto magico!

albany new york moto

La strada prosegue e merita davvero! Marco conosce gli Stati Uniti a memoria, ma queste zone le vede con me per la prima volta e, nonostante la sua esperienza, sa perfettamente che si tratta di paesaggi unici. Tutto è perfetto!

Arriviamo ad Albany in serata, prima dei ragazzi (prima sfida vinta!), facciamo il check-in con biscotti alla cannella e un tè caldo. Oddio,  sappiamo che la città non è nulla di che, non merita forse più di una notte, ma  il New York State Capitol è davvero affascinante. In una città cosi moderna, trovare un palazzo antico mi fa ripensare allo Zio Tom incontrato da OCC. Anche qui la storia, seppur in maniera ovviamente minore, è affascinante.

Abbiamo fame e ci facciamo consigliare dove andare a mangiare. Mai scelta fu più azzeccata! L’Albany Pump Station è un ex fabbrica e da generazioni la famiglia proprietaria del palazzo produce una delle più buone birre americane. Il birrificio originale della famiglia Evans venne costruito a Hudson ne 1786, per poi bloccare la produzione durante il proibizionismo degli anni 20 del ‘900, per poi spostarsi qui ad Albany, dove questo antico palazzo veniva utilizzato per raccogliere l’acqua dell’Hudson River.

Oggi il palazzo è su due piani e non possiamo non assaggiare la birra del posto, dopo aver mangiato della carne con un sugo davvero squisita. Si mangia bene negli Stati Uniti, se sapete dove andare.

Torniamo a casa, siamo distrutti e domani ci attende un’altra giornata in moto intensa.

Stay Tuned

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