“Sense of Place” è un’espressione che indica uno stato d’animo legato ad un luogo.

Per gli animi contemplativi, inquieti e viaggerecci, l’urgenza di partire è legata moltissimo alla ricerca dei luoghi che spalancano la finestra delle emozioni e della memoria.

Nella mappa emotiva della geografia del mio cuore c’è un posto in particolare che mi sento di consigliare. E’ in Abruzzo, si chiama Campo Imperatore ed è un altipiano situato nel cuore del massiccio del Gran Sasso.


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Ci sono vari modi di raggiungere Campo Imperatore, sia dal versante Aquilano che da quello Teramano. Il mio consiglio è di “guadagnarsi” lo spettacolo della vallata che appare all’improvviso, dietro l’ultima curva della strada che passa per Farindola (versante Teramano).

L’altipiano si estende per circa venti km in lunghezza e per sei o sette km in larghezza. La vegetazione è bassa. Immaginate un immenso pascolo che ricorda una steppa asiatica. Per questa ragione, lo scrittore e antropologo Fosco Maraini gli diede il nome di “Piccolo Tibet”.

 

Lo sguardo può spingersi fino in lontananza, in tutte le direzioni. Non ci sono edifici, eccettuato due ristori attrezzati e poco altro, niente che possa collocare il luogo all’epoca moderna.

In inverno, Campo Imperatore cambia aspetto e diventa una distesa bianca. Gli accessi stradali sono interrotti, l’unico modo per accedere è attraverso la funivia di Fonte Cerreto (versante Aquilano), che porta all’impianto sciistico.

L’altipiano innevato è un posto che oserei definire mistico. L’aria non ha odore, la sensazione che rimanda è di indisturbata purezza.

Campo Imperatore è un posto perfetto per meditare, giocare e sgranchire le gambe e la macchina fotografica; ma anche solo per non fare nulla, sdraiati a guardare la forma delle nuvole nella maniera più naturale, lontani dalle nevrosi moderne dell’appartenere, dell’apparire, del dì qualcosa/fa’ qualcosa/qualsiasi cosa.

il cielo, la strada
Solo silenzio, spazio, altezza. Sense of Place

 

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