Patagonia, una terra inospitale per la maggior parte dell’anno:

patria di navigatori, esploratori, semplici sognatori e criminali in fuga dalla giustizia.

On the way to Perito Moreno
Verso  Perito Moreno

Sono stato sempre affascinato da questa lingua di terra frammentata da migliaia di isolette nel profondo sud del globo terrestre.
Quando uno dei miei migliori amici mi regalò la guida Lonely Planet dell’ Argentina, con il ghiacciaio Perito Moreno in bella vista in copertina, il pensiero prese già il volo per Buenos Aires: era giunto il momento di partire, da solo, a tutti i costi! Se poi ti sei già letto In Patagonia di Bruce Chatwin, i racconti di Sepulveda e Coloane ambientati tra Puerto MonttPuerto Natales e Punta Arenas ecco che ti vedi già come il vecchio Eznaola alla ricerca di un fantomatico vascello fantasma tra i canali australi.
Ero molto emozionato quando il boeing 737 dell’Aerolinas Argentinas cominciò a rollare sulla pista e decollò dall’aereoporto Pistarini di Buenos Aires, destinazione El Calafate. Dopo due ore di volo l’emozione si tramutò in leggera paura durante l’atterraggio non proprio agevole. Un lago color turchese costeggia la pista, questo è l’unico ricordo che ho di quel volo insieme a una strana sensazione, come fossi sceso dalle montagne russe.

On the way to Perito Moreno
Verso Perito Moreno
On the way to Perito Moreno
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El Calafate è solo un piccolo villaggio sorto intorno ad una vecchia pista di atterraggio ormai in disuso. Tutt’intorno stanno costruendo nuove case ed hotels. E’ il punto di partenza per tutte le escursioni al parco nazionale Los Glaciares. Mi organizzo con l’ostello e con un piccolo furgonicino a 10 posti, facciamo una prima escursione al mitico ghiacciaio Perito Moreno. La vista da lontano già mi impressiona, quando arriviamo al punto panoramico, mi fermo basito ad ammirare quella spettacolare lingua di ghiaccio che si estende fino alla linea dell’orizzonte. Ricordo la curiosità della prima volta che lo vidi, pensavo fosse un fotomontaggio. Ero a Lisbona, nella praca do commercio c’era una esposizione fotografica di Jann Arthus Bertrand, intitolata “La terra vista dal cielo”. Tra le varie immagini anche il Perito Moreno con un arcobaleno sullo sfondo. Ora, a distanza di qualche anno, sono lì, davanti a lui, a fissarlo. Difficile pensare che un gigante così possa rischiare di scomparire a causa del riscaldamento globale. ”No, non possiamo permettercelo” ripeto come un mantra dentro di me.
Il rumore dei pezzi di ghiaccio che di tanto in tanto si spezzano mi fanno tornare alla realtà, da lontano sembra un colpo di un fucile al quale segue il fragore del crollo nelle acque del lago Argentino. Consiglio anche una gita in barca su tutto il parco nazionale, si possono vedere il ghiacciaio Spegazzini, Baia Onelli, ghiacciaio Upsala: da non perdere! Il vento tira forte da queste parti, stare sul ponte è difficile ma non riesco a stare seduto, seppur al caldo, a vedere queste meraviglie da dietro un vetro…

Glaciar Perito Moreno
Glaciar Perito Moreno
Perito Moreno
Perito Moreno
Perito Moreno
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Perito Moreno
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Perito Moreno
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Glaciar Spegazzini
Glaciar Spegazzini
Baia Onelli
Baia Onelli

Il mio viaggio verso sud riparte attraversando la frontiera, raggiungendo Puerto Natales, in Cile nella regione di Magallanes (tra l’altro questa regione ha una propria bandiera ed un proprio inno, non hanno ancora grossi desideri di separatismo però è una parte del paese con una propria forte identità che non si sente del tutto cilena). PN è una cittadina di mare e anche tappa del famigerato Navimag, il servizio di traghetti che connette la parte Cilena della Patagonia, da Puerto Montt a Punta Arenas e oltre, lo cita tra gli altri lo scrittore Sepulveda in Patagonia Express mentre butta giù degli appunti nella sua moleskine (che aveva anche Chatwin; ogni pagina va numerata e davanti va messo nome, cognome ed indirizzo con relativa ricompensa a chi la riportasse al legittimo proprietario in caso di smarrimento). Anch’io, nel mio piccolo, ne ho una sempre con me. Le sue pagine sono piene di appunti e ricordi che, ancora, a distanza di anni, mi vado a rileggere con piacere.
Tornando a noi, il parco Nazionale Torres del Paine è veramente vicino a Puerto Natales. Le attività che si possono fare qui sono innumerevoli: trekking, canoa, mountain bike, gite con i gommoni, a cavallo, ecc. Per quanto riguarda il trekking, il percorso più famoso e sicuramente quello più battuto é il circuito “W” che prende il nome proprio dalla forma del sentiero, che visto dall’alto sembra proprio una doppia Vu. C’è la versione da 5 giorni e quella da 3. Entrambe fattibilissime senza agenzia o guide, ovviamente nei periodi di maggiore afflusso è meglio prenotare un letto nei rifugi, altrimenti si può campeggiare (ma attenzione al freddo ed il vento). Imperdibile, per chi ha intenzione di fare trekking, la chiacchierata che si tiene nell’ostello Erratic Rock ogni giorno alle tre del pomeriggio, dove il titolare ed esperto del parco, dà consigli e spiega il percorso a chiunque voglia prendere parte (gratuito, anche per chi non soggiorna nell’ostello).
Nei pressi di Puerto Natales si può visitare la Cueva del Milodon, citata anch’essa da Chatwin nel suo In Patagonia, cioè una serie di caverne in cui sono stati trovati i resti di una specie di animale preistorico, il Milodon appunto. Sempre in zona da non perdere anche la Silla del Diablo, una formazione rocciosa a forma di sedia.

Panorama da Puerto Natales
Panorama da Puerto Natales
Torres Del Paine
Torres Del Paine
Torres Del Paine
Torres Del Paine
Silla del Diablo
Silla del Diablo
Torres Del Paine
Torres Del Paine
Parco Nazionale Torres del Paine
Parco Nazionale Torres del Paine
Parco Nazionale Torres del Paine
Parco Nazionale Torres del Paine
Lago Pehoe
Lago Pehoe
Lago Grey
Lago Grey
Torres del Paine
Torres del Paine
Accampamenti improvvisati, di fronte alla  Cueva del Milodon
Accampamenti improvvisati, di fronte alla Cueva del Milodon

La tappa seguente è Punta Arenas cittadina che si affaccia sullo stretto di Magellano. Ci arrivo in autobus abbastanza facilmente. Non ho intenzione di fermarmi a lungo, giusto un pochino di relax prima della lunga traversata fino a Ushuaia! L’ostello che scelgo è molto familiare e caldo. E’ praticamente una villa su due piani con camere al primo piano e bagno in comune. L’arrendamento è datato, ricorda molto la casa di mia nonna. Faccio una passeggiatina per le vie della città fino al suo leggendario cimitero con i suoli grandi viali e cipressi bombati dove riposa, tra gli altri, il pirata Pascualino la cui vita è anch’essa raccontata nelle pagine di In Patagonia. Mi godo anche un giro in barca fino all’Isla Magdalena, dove si può ammirare una nutrita colonia di pinguini e leoni marini. Bellissimo! I miei due giorni a Punta Arenas si concludono con una bella cena a base di Centolla, ovvero un bel granchio tipico di queste zone, non molto letterario ma buono.

Tagliatelle con la Centolla
Tagliatelle con la Centolla
Tramonto su Punta Arenas
Tramonto su Punta Arenas
Cimitero di Punta Arenas
Cimitero di Punta Arenas
Pinguni all' Isla Magdalena
Pinguni all’Isla Magdalena

La strada però mi aspetta ancora, i kilometri sono tanti, bisogna attraversare lo stretto di Magellano e passare di nuovo la frontiera Cile-Argentina per raggiungere la meta, l’ultima tappa di questo viaggio alla fine del mondo… USHUAIA!

https://i0.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2015/05/DSCN0607.jpg?fit=700%2C525https://i0.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2015/05/DSCN0607.jpg?resize=150%2C80Alessio De AngelisAvventuraStrade del mondoTrekking & ClimbingAmerica,Argentina,Chatwin,cile,ghiacciaio,moleskine,patagonia,Sud America,trekkingPatagonia, una terra inospitale per la maggior parte dell’anno: patria di navigatori, esploratori, semplici sognatori e criminali in fuga dalla giustizia. Sono stato sempre affascinato da questa lingua di terra frammentata da migliaia di isolette nel profondo sud del globo terrestre. Quando uno dei miei migliori amici mi regalò la guida...comunità di viaggiatori