Alcuni scelgono il lusso dei grandi hotel, serviti e riveriti, coccolati ancora prima di mettere un piede nella hall. Altri preferiscono posti più spartani, piccoli alberghi o guesthouse, bed & breakfast: una camera, una doccia calda, talvolta la colazione.

Per me – per noi – avere un tetto sopra la testa è bello solo quando siamo a casa. Quando viaggiamo, anche solo a pochi chilometri dalla nostra città, il bello è dormire sotto le stelle.

La tenda. La tenda è il miglior amico di ogni bravo esploratore, se poi parliamo di trekking e montagna, la prima cosa da infilare nello zaino è il sacco a pelo, seguito da una tenda.

Tendata al Cheval Blanc
Cheval Blanc e Lac Rond, una colazione indimenticabile

Credo che dormire all’aperto, sotto le stelle, alla luce della luna e di un buon falò, sia una di quelle esperienze che ognuno deve fare almeno una volta nella vita, e possibilmente anche molto più spesso.

Falò in Valle Argentera
Falò notturno in Valle Argentera, è come tornare bambini

Sfatiamo, intanto, il mito che in tenda si dorme scomodi: in tenda si dorme benissimo, anche meglio che in un letto. Quante volte vi siete svegliati al mattino con un gran mal di schiena, nel vostro letto, sotto il vostro piumone? Ora, pensate ad una tenda, con l’aria fresca che vi accarezza in viso, un materassino gonfiabile – la tecnologia in questo campo è incredibile, ormai si gonfiano anche da soli – che elimina anche il più piccolo sassolino, un bel sacco a pelo per scaldarvi nelle ore più fredde, e fuori la luna ed il cielo stellato. Non è rilassante già solo l’idea? Noi ci siamo fatti le nostre migliori dormite proprio in tenda.

Valle stretta
Tendata rilassante nel verde della Valle Stretta, un luogo meraviglioso e per tutti

Pensate poi che, solitamente, la tenda la piantate dopo una camminata, che sia in montagna o in pianura poco importa, ma sicuramente non sarete rimasti tutto il giorno seduti, stressati dalla sedentarietà, e quel po’ di esercizio fisico vi concilierà il sonno.

Non mancano le difficoltà, questo è ovvio. La tenda, innanzitutto, pesa, e bisogna portarla nello zaino. Bisogna montarla, e anche se dopo un po’ di pratica si diventa veloci, capita che un terreno più duro o pietroso, renda il compito molto difficile. Ma è proprio questo il bello, una notte in tenda bisogna guadagnarsela, crearla, non si arriva e bum, ecco la tenda, il fuoco e tutto pronto. No, si arriva, si fatica, magari si arriva faticando e si continua a faticare per sistemare il tutto, ma poi la soddisfazione ed il divertimento è davvero impagabile.

Valle stretta
Zaini pieni e pesanti, fatica e sudore ora, soddisfazione e panorami tra poco

L’unico problema davvero insormontabile è il freddo, l’inverno. Insormontabile forse è un po’ esagerato, pensiamo a chi dorme alle pendici dell’Everest: diciamo che l’attrezzatura necessaria per stare in tenda d’inverno non è di sicuro alla portata di tutti.

Non scoraggiatevi, non è scritto da nessuna parte che durante i lunghi mesi invernali le nostre fughe sotto le stelle devono fermarsi. Tutt’altro. Le nostre Alpi – e siamo davvero fortunati, perchè non dappertutto è così – sono costellate di centinaia di rifugi, che in inverno vengono lasciati incustoditi ma aperti, a disposizione dei viandanti delle montagne.

Refuge du Thabor
Il Refuge du Thabor nel suo ultimo giorno di apertura estiva

Alcuni, a quote più basse e raggiungibili in motoslitta o jeep, restano aperti tutto l’anno, pronti a servire qualche specialità locale e bella calorica in ogni momento, un letto ed una doccia calda per i più esigenti o per chi ancora non se la sente di sfidare le condizioni avverse e le difficoltà dei bivacchi di alta montagna.

Rifugio Terzo Alpini
Ciaspolando per arrivare al rifugio Terzo Alpini, in Valle Stretta, Bardonecchia

Già, perché certo è che, per arrivarci ai bivacchi di alta montagna, bisogna faticare, in alcuni meno, in altri davvero molto. Ma ogni singola goccia di sudore, ogni imprecazione, ogni muscolo dolorante sarà ripagato dallo spettacolo, dalla solitudine, dal fascino di questi luoghi poco frequentati, in inverno almeno, ma pieni di meraviglia.

Bivacco San. Camillo
Bivacco San Camillo sotto la tormenta

Vi chiederete come sia possibile che questi rifugi, ben tenuti, talvolta riscaldati, siano aperti e gratuiti, alla portata di chiunque arrivi fin lì. Sappiate che ci sono delle regole che chi frequenta la montagna ben conosce e rispetta. Alcune volte è richiesta una piccola donazione, da lasciare direttamente in loco, sempre ed obbligatoriamente è richiesto il rispetto delle cose e la pulizia – immaginatevi una cosa simile in città, andrebbe distrutta minuti dopo l’apertura. Lassù, invece, sarà per lo spirito che un po’ unisce gli esploratori, sarà una diversa mentalità di chi si sottopone a quella fatica, sarà l’aria frizzante che schiarisce le idee, ma è sempre tutto a posto, pulito, e pronto per l’ospite successivo.

Rifugio della Balma
Il Rifugio della Balma, 365 giorni l’anno di calda ospitalità

Ultimo, ma non meno importante, è lo spettacolo che accomuna tende, bivacchi e rifugi. Il mattino, l’alba. Già, perchè quassù lo spettacolo è assicurato, ogni alba, che sia del sole o della luna, emoziona e fa venir voglia di non scendere più.

Bivacco Sigot
Alba al bivacco Sigot, quasi 3.000 metri, uno spettacolo incredibile
Rifugio della Balma
La luna sorge al Rifugio della Balma, un dessert fuori dal comune

Insomma, andate a dormire in tenda, in rifugio, in bivacco. Andate al mare, in montagna, in collina o in pianura. Ma andateci, non rimanete nel confort noioso del vostro letto e del vostro divano, godetevi una colazione con i piedi in qualche lago, seduti su una roccia con una marmotta che vi saluta, ma non state a casa.

Refuge du Thabor
Il Refuge du Thabor chiude durante i lunghi mesi invernali

Buona tendata a tutti!

Wolrd’s Paths

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