Macchu Picchu ore 7am

Il tanto agognato viaggio in Perù, quello sognato da una vita, si materializza nell’ormai lontano 2009. Macchu Picchu, il lago Titikaka, i vulcani andini di Arequipa, luoghi lontani che diventano finalmente realtà!

I tre giorni di cammino che portano a Macchu Picchu, ovvero il famigerato “Camino Inca” o “Inca Trail” sono da subito nei miei piani. Purtroppo non si possono affrontare senza passare da una agenzia specializzata. Scorrendo quindi le pagine della mia guida, ne cerco una affidabile e partono i contatti. Mi inseriscono in un gruppetto formato di 11 persone, ci sono americani, neozelandesi, portoghesi, irlandesi. Mi piace l’idea di passare tre giorni con questa compagnia multietnica. Sono l’unico che non usufruirà del portatore, non mi sembrava molto nello spirito del trekking…

Cusco

Obbligatorio è arrivare a Cusco almeno tre giorni prima della partenza per acclimatarsi. L’altitudine potrebbe fare brutti scherzi! La partenza è all’alba, andiamo in minibus fino a Ollantayambo, dove facciamo colazione e compro acqua e foglie di coca (dicono che facciano bene per l’altitudine e diano sprint per affrontare il percorso. Beh, sinceramente una volta provate non mi è sembrato…).

Ollantaytambo
Ollantaytambo

Finalmente ci siamo, km 82 Piscacucho, dopo una breve preparazione (circondati da una miriade di signore del posto che provano a venderci acqua, portaborracce, stringhe per zaini ecc.) ed il controllo dei biglietti. Siamo pronti a partire. Si inizia subito in salita ma nulla di impegnativo, serve solo per spezzare il fiato. La prima parte facile lungo la valle dell’Urubamba serve soprattutto per socializzare con gli altri componenti del gruppo.
La giornata va via liscia, c’è il sole e fa caldo, metto la crema protettiva ed il repellente per gli insetti. Il sito inca di LLaqtapata è l’unico che vedremo il primo giorno.
L’accampamento è a Wayllabamba. Piazziamo le tende su un piccolo spiazzo con una bella erbetta tipo prato inglese e subito dopo la cena andiamo a dormire (alle 20 circa, non c’è la corrente elettrica quindi le alternative non sono molte). Mi addormento con il ticchettio della pioggia sulla superficie della tenda.
Piccolo aneddoto. Un rumore mi sveglia nel cuore della notte, un animale probabilmente ma non riesco a capire quale esattamente. La cosa mi inquieta un po’, ma il sonno, dopo circa una mezzoretta, prende il sopravvento. La mattina seguente, apro la zip e mi affaccio cautamente. La mia testa fa capolino dall’apertura della tenda. Con mia gran sorpresa il prato inglese era tutto completamente distrutto e, a pochi metri da me, un asino stava ancora brucando quella poca erba rimasta! Ed io che mi immaginavo chissà cosa!

Km 82 Piscacucho
Km 82 Piscacucho
Llaqtapata
Llaqtapata
Km 82 Piscacucho
Km 82 Piscacucho

Il secondo è il giorno più duro, quello più temuto. Si arriverà ai 4125m del passo Warminuska (ovvero il passo della donna morta, anche se non c’è mai morto nessuno).
Si sale subito, il sentiero è ripido e lastricato di pietre irregolari che rendono l’ascesa molto impegnativa. A 3300mt slm facciamo la prima sosta, da questo punto in poi ognuno andrà su con il proprio ritmo. Il secondo stop è a 3700mt, l’aria si fa sempre più rarefatta e il vento forte. Mi cambio immediatamente la maglietta zuppa di sudore. Si asciugherà nel giro di pochi minuti.

Dopo 4 ore di continua salita, ecco la famigerata cima! La soddisfazione è tanta, tutta questa fatica è stata ripagata! Aspettiamo che tutti arrivino, facciamo una piccola celebrazione rendendo onore alla montagna (ognuno appoggerà per terra un sassolino portato con sè dalla partenza, fino a formare una piccola torre) e quindi scendiamo verso il campo base. La discesa purtroppo si rivela più arcigna del previsto. Il sentiero, come per la salita, è fatto di pietre scivolose ed irregolari, è necessario quindi stare molto attenti a non cadere.
L’arrivo al campo base è alle 14:30, pranziamo e conosciamo tutto il gruppo dei portatori. Arrivo a sera in condizioni non ottimali, ho mal di testa e mal di stomaco. Ceno con una camomilla e subito in tenda a dormire con i brividi di freddo sperando che la notte mi faccia recuperare.

Warmiwanuska 4150m slm
Warmiwanuska 4150m slm
.

Fortunatamente il terzo giorno mi sveglio in piena forma, tutti i malanni passati! I 16 km del percorso si snodano attraverso 4 siti di rovine Inca. E’ il giorno più lungo ma anche il più bello. Si attraversano 2 passi a oltre 3500m poi sarà tutto saliscendi nella foresta fino a Winaywayna. Le prime rovine sono quelle di Runcuracay, a seguire Sayaqmarca, Puyupatamarcha, per finire con Intipata. Da segnalare la famosissima e impegnativa discesa denominata “Gringo killer” per la sua pericolosità!! Effettivamente si è rivelata tale – fortunatamente le mie ginocchia hanno retto!! Arriviamo al campo base alle 17:30 in tranquillità. A Winaywaina, ultimo campo base, c’è anche una sorta di rifugio con un piccolo bar dove farsi una birra dopo cena. Già non vedo l’ora di arrivare finalmente a Machu picchu!!

Phuyupatamarca
Phuyupatamarca
Aguas Calientes illuminata
Aguas Calientes illuminata
Intipata
Intipata

Quarto ed ultimo giorno, il più atteso! Ci svegliamo che è ancora buio, con la mia piccola torcia riesco a malapena a fare luce per vestirmi e preparare lo zaino.
Si parte a passo spedito tutti in fila indiana, anche gli altri gruppi… questo è l’unico momento in tutto il percorso nel quale ci si rende conto del numero cosi alto di trekkers, c’è un po’ di sovraffollamento! Alla prima asperità però i gruppi si cominciano a frazionare fino a ritrovarci tutti a Intipunku, ovvero la porta del sole! E’ da qui che riusciamo a scorgere da lontano e per la prima volta le mitiche rovine di Machu Picchu. L’emozione e tanta, più della fatica di questi giorni!

Intipunku
Intipunku
Alba Andina
Alba Andina

Altri 30 minuti di discesa ed eccoci arrivati, ore 7 del mattino del 19/09/2009! Il sito è meraviglioso ma quello che impressiona di più non sono le rovine in sé ma tutto il panorama attorno: sembra quasi un teatro incastonato tra le montagne con al posto del palco la città sacra. Dopo le foto di rito ci aspetta il check out dal percorso (ci mettono anche il timbro sul passaporto). Lascio lo zaino al deposito bagagli (non si può entrare con uno zaino da più di 20 litri di capienza) e cominciamo la visita guidata, poi ognun per sé fino ad aguas calientes per l’ultimo pranzo insieme.
I bus partono ogni 5 minuti, dopo il pranzo prenderemo il treno per Ollantaytambo e per finire ancora bus fino a Cusco (arrivo intorno alle 21:30).
Una curiosità riguardo la cittadina prettamente turistica di Aguas Calientes. Essa infatti ha una particolarità, nella via principale passano anche le rotaie e di conseguenza i treni. Quello che è più sconvolgente è che non ci sono recinzioni o sbarramenti, mentre mangi tranquillo o fai shopping ti vedi passare il treno a pochi passi come una qualsiasi automobile!!

Arrivo a Macchu Picchu con foto di rito
Arrivo a Macchu Picchu con foto di rito
https://i1.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2015/09/DSCN2788-e1501509216602.jpg?fit=700%2C371https://i1.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2015/09/DSCN2788-e1501509216602.jpg?resize=150%2C80Alessio De AngelisAvventuraStrade del mondoTrekking & ClimbingAmerica,Ecuador,inca,Macchu Picchu,Perù,Sud America,trekkingIl tanto agognato viaggio in Perù, quello sognato da una vita, si materializza nell'ormai lontano 2009. Macchu Picchu, il lago Titikaka, i vulcani andini di Arequipa, luoghi lontani che diventano finalmente realtà! I tre giorni di cammino che portano a Macchu Picchu, ovvero il famigerato 'Camino Inca' o 'Inca Trail'...comunità di viaggiatori