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Francesca è uno spettacolo: a darle retta saremmo sempre in giro per il mondo.

Ricordo un anno, dopo le vacanze di Natale in famiglia a Como, appena rientrati a Ginevra, dove abitavamo. Non faccio in tempo a scaricare le valigie che lei si avvicina con i suoi occhioni e mi dice:

“Ma… non fa freddissimo, qui? Non hai FREDDO?”.

Sapevo già cosa aveva in mente: Ginevra è una città fredda, lei ama il caldo.

In realtà, non immaginavo quale sarebbe stata la proposta. Per fortuna avevo ancora alcuni giorni di ferie e ho potuto accettare!

Un’avventura in Perù? Senza averla organizzata, zaino in spalla e… in qualche modo faremo? Perché no!

Nella settimana seguente l’ho vista immergersi nella Lonely Planet e ho lasciato che il suo talento da organizzatrice disegnasse sulla mappa il nostro giro peruviano.

Dieci giorni dopo atterravamo a Lima.

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terrazzamenti

Il Perù è magnifico perché offre tutto: montagne, oceano, foresta, resti fossili, animali da National Geographic… C’è solo da scegliere!

Tra le tante cose degne di nota e che abbiamo visto in due settimane, girando esclusivamente con gli autobus locali (tra i migliori mai provati): Cuzco, Arequipa, Macchu Picchu, Nazca, il lago Titicaca. Abbiamo storie da raccontare per eoni.

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cucciolo di alpaca

Le isole Ballestas: sapevate che sono interamente abitate da animali? Al largo di Paracas, una gita da un’ora o poco più: tutti sul motoscafo per girare attorno alle isole e ammirare migliaia di uccelli, leoni marini, foche e pinguini, abbarbicati in ogni dove sugli scogli, indaffarati a giocare e inseguire pesci, o anche, semplicemente, sdraiati a godersi il sole.

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Isole Ballestas

Ogni poche settimane i guardiani dell’isola devono tornare sulla terraferma per fare rifornimento e altri guardiani danno loro il cambio. Non mi sono mai chiesto quale fosse la loro vera utilità sulle isole, ma di sicuro sono persone che fanno una vita fuori dal comune! Giornate intere a contatto con la natura, mimetizzati tra gli animali.

Peru_isole_ballestas
Isole Ballestas

Ma anche molto rispettosi e innamorati della vita e degli animali stessi, al punto che non possono fare il bagno nelle acque bellissime e calde dell’oceano pochi metri sotto di loro.

Tornati a Paracas, ci lasciamo tentare dall’ennesimo tour organizzato: per pochi dollari ci porteranno nella riserva naturale che sorge intorno alla città, uno dei pochi posti al mondo dove il deserto arriva fino al mare. Che incanto!

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Riserva di Paracas

Ed è proprio in riva al mare, in un punto panoramico, che vediamo passare un avvoltoio. Non ci facciamo impressionare: è ben più piccolo dei condor che abbiamo visto volare nel Colca Canyon, per raggiungere il quale abbiamo dovuto viaggiare un giorno intero e passare i 5.000 mt!

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verso il Colca Canyon
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un condor nel Colca Canyon

Sul nostro stesso autobus, un turista francese agghindato come Indiana Jones. Vestito interamente color kaki, cappello da cowboy, laccetti di cuoio d’ordinanza e zaino da viaggiatore. A tradirlo, solo l’immancabile iPhone.

A pochi km da Paracas e nella nostra direzione verso Lima, c’è il deserto di Ica. Amici conosciuti in loco ci avevano parlato dell’oasi di Huacachina dicendo che avremmo dovuto assolutamente visitarla, e così abbiamo fatto.

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L’oasi di Huacachina

Una bella oasi, a pochi chilometri da aree urbane tanto da sembrare finta; le oasi che avevo visto fino allora bisognava trovarle, e soprattutto non erano facilmente raggiungibili. Con grande sorpresa scopriamo che all’oasi di Huacachina, avremmo potuto recarci in taxi…

E’ un posto di svago per i locali, ma anche per i visitatori: sentirsi esploratori è così facile, qui. Un lago in mezzo alle dune, in una parte del mondo dove i visi non sono poi così familiari. Concediamocelo, tra poco saremo di nuovo a Lima, poi in Svizzera…

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hotel Huacachina

Francesca è esaltata: la sua prima oasi!

Io, in realtà soffro: la sabbia risveglia qualcosa di sopito dentro di me, sento il richiamo delle dune, voglio una moto! Andare a volare sulla sabbia, scalare dune maestose e, maestosamente, buttarsi in picchiata in discesa.

Ma moto noleggi non ce ne sono. Poche persone in Perù considererebbero una cosa buona andare a rischiare la vita sulla sabbia con sole due ruote.

Per fortuna, però, hanno la cultura delle Dune Buggy! Così possiamo fare il famoso giro che stavo sognando, su una dune buggy insieme ad altri turisti.

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Dune Buggy
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E, come i turisti, farci coinvolgere in una sessione di sand-boarding dalla cima della duna più alta.

Ora, vi diranno di sdraiarvi sulla pancia per scivolare sulla sabbia: NON è come fare snowboard, perché le tavole che vi daranno NON hanno gli attacchi né tantomeno le lamine… Ma non ho resistito! Dovevo scendere “surfando”!

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sand boarding

Adrenalina pura.

Bilanciata da un’altra conoscenza fatta poco dopo: Ruga, la tartaruga che Francesca ha trovato nel giardino dell’albergo e con la quale ha condiviso il suo avocado.

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Per andare Oltre La Strada, a volte, torniamo ragazzini. Chi gioca con la sabbia e chi con gli animali.

Tommaso e Francesca

www.oltrelastrada.it

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