Passiamo il Monte Bianco, lasciandoci alle spalle la sua neve abbagliante, e la Francia ci accoglie con un cielo azzurro e tiepido, l’ideale per rendere piacevoli gli 80 km che ci separano da Ginevra, dove ci aspettano vecchi amici.

La meta di oggi, dopo la tappa a Ginevra, è Annecy, nel dipartimento dell’Alta Savoia, nella regione del Rodano Alpi, in una posizione strategica tra Svizzera, Francia e Italia.

Dopo i saluti al lago Lemano, passiamo nuovamente la dogana franco-svizzera e ritorniamo in Francia; le statali che ci conducono a destinazione scorrono in una campagna dolce e luminosa, e la nostra moto danza lungo le curve lente e sinuose che attraversano paesini senza tempo e con pochi abitanti.

Passiamo il Pont De La Caille e i suoi pilastri rinascimentali, tappa obbligata per una foto uomo-mezzo, e continuiamo a ballare sinuosamente immersi nel verde.

Francesca - Pont de la Caille
Foto uomo-mezzo. In questo caso donna-mezzo. Francesca e la nostra prima moto, una Yamaha Tenerè 660.
Pont de la Caille, Francia.
Pont de la Caille, Francia.

Il Tenerè ci permette di godere dell’aria fresca in viso e asseconda i nostri movimenti senza invogliarci a dare più gas: d’altronde siamo ospiti lontani da casa e dobbiamo rispettare i limiti.

A breve raggiungiamo Annecy, dove le case medievali sembrano dipinte su un lago turchese, limpidissimo, che mette di buon umore. Non ci stupisce scoprire che il lago di Annecy è il più pulito d’Europa. Lo costeggiamo per un paio di chilometri prima di arrivare in centro, e le spiagge, i prati verdissimi e il parco lungo il lago ci fanno pensare a un piccolo paradiso a portata di mano… o meglio, di due ruote.

Il turismo impazza: tutti i ristoranti sono pieni e avanziamo a fatica nel centro storico, tra il formicolio della gente. Il Thiou, l’emissario naturale del lago, taglia a metà la città e divide con i suoi riflessi cristallini i ristoranti dai negozi sotto i portici, fino alla salita per raggiungere il Castello di Annecy, antica residenza dei conti di Ginevra e dei duchi del Ginevrino-Nemours, oggi del Conservatorio d’Arte e Storia di Annecy e dell’Ufficio Regionale dei Laghi Alpini.

Annecy è un gioiello. Le vecchie casette dai tetti in cotto sono impreziosite da fiori dai colori brillanti, che si affacciano sui canali che rendono la città una piccola Venezia. Le chiese custodiscono tesori artistici, i dedali di viuzze creano scorci da cartolina, i negozi offrono assaggi di Francia e nei bistrot è possibile fingersi personaggi di un romanzo per un giorno.

Nell’isola in mezzo al fiume pare si sia arenata una barca. Non si tratta di una nave, ma del Palais d’Annecy, noto anche come “vecchie prigioni”, palazzo del duecento che guarda verso il fiume come se volesse tuffarcisi dentro, con i suoi segreti e misteri. Si racconta che sotto il Palais si nasconda un’intera città segreta. Vi si accede da due ponti microscopici, e nella piazza c’è spazio solo per un bar con pochi tavolini. Ma a noi poco importa: abbiamo l’occorrente per un picnic e andremo a sdraiarci sul prato per goderci il sole e il relax di queste giornate.

Tommaso e Francesca in una delle “gite fuoriporta”. Annecy, Francia.
Tommaso e Francesca in una delle “gite fuoriporta”. Annecy, Francia.

I bambini vorrebbero lo zucchero filato delle bancarelle ma vengono distratti dai venditori ambulanti di Chou-Chou (noccioline caramellate) o dai chioschi di gelato; i cani col pelo tagliato alla moda si rincorrono sul prato; i giovani sui Rollerblades sono ovunque; qualcuno noleggia un pedalò per ritagliarsi un momento di pace sulle acque trasparenti del lago; e tante, tantissime coppie affollano i prati con coperte per sdraiarsi in terra, cestini da picnic, costume d’ordinanza.

Annecy è piccola ma i giardini lungo lago permettono a tutti di trovare il proprio angolino di serenità.

Più tardi, vogliamo fare il giro del lago e scoprire rive e riflessi meno battuti. Sembra che la zona nord-est della liquida gemma azzurra sia una riserva naturale e noi adoriamo le riserve naturali. In un attimo, siamo ancora in sella. Con la calma che caratterizza questi posti, un filo di gas e gli occhi pieni delle papere che sono davvero ovunque.

Vien voglia di piantare una tenda e restare qualche giorno a godersi il panorama e il clima che questi posti sanno regalare. Trasformarsi nella versione allo stato brado di se stessi, dimenticare la civiltà e passare le giornate a nuotare nelle acque limpidissime appena sotto di noi.

La nostra moto in riva al lago alpino: sembra ieri!
La nostra moto in riva al lago alpino: sembra ieri!

La Francia è immensa e bellissima, capisco i motard francesi che hanno molto da esplorare in casa propria e battono le statali minuziosamente con la sicurezza di chi è ancora vicino a casa, prima di visitare il mondo.

Per andare Oltre La Strada, forse una vita non basta.

https://i0.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2014/10/DSCN0172.jpg?fit=700%2C525https://i0.wp.com/www.viaggiatore.com/wp-content/uploads/2014/10/DSCN0172.jpg?resize=150%2C80Tommaso & FrancescaAvventuraStrade del mondoViaggi in motoAnnecy,Europa,Francia,in moto,riserva naturalePassiamo il Monte Bianco, lasciandoci alle spalle la sua neve abbagliante, e la Francia ci accoglie con un cielo azzurro e tiepido, l’ideale per rendere piacevoli gli 80 km che ci separano da Ginevra, dove ci aspettano vecchi amici. La meta di oggi, dopo la tappa a Ginevra, è Annecy,...comunità di viaggiatori